Rigoletto – dicembre 2017

Giuseppe Verdi

Direttore d’Orchestra, Francesco Ivan Ciampa – Dorian Wilson (22, 23, 27, 29)
Regia, Rolando Panerai
Scene, Enrico Musenich
Costumi, Regina Schrecker
Luci, Luciano Novelli

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Franco Sebastiani

Personaggi e interpreti principali

Rigoletto Leo Nucci –  Carlos Álvarez –  Enkhbat Amartuvshin
Gilda Maria Mudryak – Leonor Bonilla – Serena Gamberoni
Duca di Mantova da definire – Celso Albelo
Sparafucile Dario Russo – Mihailo Šljivić
Maddalena Anastasia Boldyreva
Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Dal 6 al 29 dicembre 2017

per i cast vedere le singole date

6dic20:30Rigolettodi Giuseppe Verdi20:30

9dic15:30Rigolettodi Giuseppe Verdi15:30

10dic15:30Rigolettodi Giuseppe Verdi15:30

12dic20:30Rigolettodi Giuseppe Verdi20:30

22dic20:30Rigolettodi Giuseppe Verdi20:30

23dic20:30Rigolettodi Giuseppe Verdi20:30

27dic20:30Rigolettodi Giuseppe Verdi20:30

29dic15:30Rigolettodi Giuseppe Verdi15:30

Rigoletto

Miei signori… Ah perdono, pietate…
Al vegliardo la figlia ridate…
Ridonarla a voi nulla ora costa,
Tutto il mondo è tal figlia per me.

Rigoletto, Atto II

Un classico del melodramma, talmente familiare, ormai, che si corre il rischio di non coglierne più l’audacia. Rigoletto è, certo, l’opera di “La donna è mobile”, “Questa o quella, per me pari sono”, “Bella figlia dell’amore”, pagine popolarissime, ma è anche uno dei titoli più scabrosi nella storia del melodramma, che la censura cercò in ogni modo di ammorbidire e rendere più presentabile. Verdi fu irremovibile e Rigoletto fu quello che ancora è oggi fin dalle prime recite, che entusiasmarono il pubblico e scandalizzarono la critica: un’opera con protagonisti un vecchio deforme, un killer, una fanciulla innocente rapita, violata e infine uccisa e chiusa in un sacco da cronaca nera. Situazioni estreme e dinamiche psicologiche ancora attuali che la musica estrinseca con pienezza e verità: il rancore del diverso emarginato e deriso, la scissione non risolvibile tra padre amorevole e buffone cinico, gli impulsi incontenibili di un giovane dongiovanni nostrano, il ritrovarsi vittima quando si voleva essere carnefice. E un vecchio che piange, come mai aveva pianto e mai più piangerà in musica. La regia di Rolando Panerai è il frutto dell’esperienza di uno dei più grandi baritoni del nostro tempo, interprete memorabile di Rigoletto.