La rondine (II versione) – marzo 2018

Giacomo Puccini
Direttore d’Orchestra Giuseppe Acquaviva, Alvise Casellati (23 e 24)
Regia Giorgio Gallione
Scene e costumi Guido Fiorato
Luci  Luciano Novelli

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Franco Sebastiani

Personaggi e interpreti principali
Magda Elena Rossi – Maria Teresa Leva
Lisette Giuliana Gianfaldoni – Francesca Tassinari
Ruggero Arturo Chacón-Cruz – Roberto Iuliano
Prunier Marius Brenciu – Alessandro Fantoni
Rambaldo Stefano Antonucci – Valdis Jansons

Nuovo Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice
Per i cast vedere le singole date

21mar20:30La rondineGiacomo Puccini20:30

22mar15:30La rondineGiacomo Puccini15:30

23mar20:30La rondineGiacomo Puccini20:30

24mar15:30La rondineGiacomo Puccini15:30

25mar15:30La rondineGiacomo Puccini15:30

La rondine

Lascia che io ti parli
come una madre al suo figliuolo caro…
Quando sarai guarito, te ne ricorderai…
Tu ritornerai alla casa tua serena…
io riprendo il mio volo e la mia pena…

Magda, Atto III

Bella ed elegante, Magda de Civry è una protagonista della vita mondana della Parigi del Secondo Impero e ha un ricco protettore, Rambaldo. Ma una sera conosce Ruggero, giovane aristocratico di provincia, ed è subito amore. Magda, per paura che la sua fama di donna frivola allontani Ruggero, si finge di umili origini (una grisette, una Mimì). Abbandona il lusso dei salotti parigini e si rifugia con l’amato in un angolo remoto della Costa Azzurra. Ma quando Ruggero ottiene dalla famiglia il permesso di sposarla, Magda non ha il coraggio di ingannarlo e gli rivela la verità sul proprio passato. E per non costringerlo a un matrimonio sconveniente, lo lascia, pur soffrendone, tornando alla vita di prima.  Se Traviata non fosse un dramma, ma una commedia sentimentale con finale amaro, non c’è dubbio: sarebbe La rondine di Puccini. Un’opera scandita dal ritmo del valzer, come un’operetta, dai balli americani allora di moda (fox-trot, one-step), come un musical, e con un profumo sonoro “francese” degno di Ravel. La regia di Giorgio Gallione utilizza le stesse scene disegnate da Guido Fiorato per Traviata, a sottolineare il gioco di specchi con il capolavoro verdiano.