Miseria e nobiltà – febb-marzo 2018

Bozzetto di Tiziano Santi per Miseria e nobiltà

di Marco Tutino
Opera in due atti liberamente tratta dalla commedia di Eduardo Scarpetta, soggetto, sceneggiatura e libretto di Luca Rossi e Fabio Ceresa.

Regia, Rosetta Cucchi
Assistente alla regia, Stefania Panighini
Scene, Tiziano Santi
Assistente alle scene, Alessia Colosso
Costumi, Gianluca Falaschi
Assistente ai costumi, Nika Campisi
Luci, Luciano Novelli
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice e Teatro Verdi Salerno.

Direttore d’orchestra, Francesco Cilluffo
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Franco Sebastiani

Personaggi e interpreti principali:
Bettina  Valentina Mastrangelo
Peppiniello  Francesca Sartorato
Gemma Martina Belli
Eugenio Fabrizio Paesano
Cameriere/Contadino Nicola Pamio
Felice Sciosciammocca Alessandro Luongo
Don Gaetano Alfonso Antoniozzi
Ottavio Andrea Concetti

Mimi DEOS: Luca Alberti, Luisa Baldinetti, Filippo Bandiera, Emanuela Bonora, Dario Greco, Erika Melli, Davide Riminucci, Francesca Zaccaria.
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Durata dell’opera:orologio
Primo atto 55 minuti
Intervallo 25 minuti
Secondo atto 55 minuti
Totale 2 ore e 15 minuti circa

 

 


Il comunicato stampa

Comunicato stampa del 16 febbraio

Miseria e nobiltà

Sì, ho fame, lo ammetto,
ho fame come un lupo,
e l’idea di una cena non mi spiace,
fosse anche solo per un po’ di pane.
Ma più di questa fame,
più forte del bisogno c’è il rispetto:
Chi rispetta sé stesso,
chi crede in un’idea, non è più lupo.

Felice, Atto I

bozzetto di Gianluca Falaschi

bozzetto di Gianluca Falaschi

L’opera comica è un genere poco frequentato dai compositori contemporanei. La sfida di Marco Tutino, con Miseria e nobiltà, opera in prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Carlo Felice, è riallacciarsi a questa tradizione, tutta italiana, adeguandola ai tempi. La scelta del soggetto è caduta su un classico della comicità napoletana (Napoli, dove l’opera buffa è nata), la commedia di Eduardo Scarpetta Miseria e nobiltà (1887), portata al cinema, con grande successo, da Mario Mattioli nel 1954, protagonisti Totò e Sophia Loren. Chi ama la commedia originale e la pellicola ne ritroverà gli equivoci e il clima da farsa, ma anche qualcosa di diverso: meno personaggi-maschere, più psicologia e un contesto politico e culturale più definito (l’azione è stata spostata nel 1946, nei giorni del referendum tra monarchia e repubblica). Perché, come osserva giustamente Tutino, anche il nostro gusto comico è cambiato: «Il nostro sguardo è ormai irrimediabilmente influenzato e corrotto dalla varietà dei generi di spettacolo leggero che da più di cento anni hanno cambiato profondamente le nostre esigenze e aspettative: chi ha conosciuto Falstaff, l’operetta, il musical, Nino Rota, Totò, Mel Brooks, e così via fino a Maurizio Crozza, non si accontenterà più dei meccanismi teatrali e del linguaggio di Rossini e Donizetti, seppure sublimi e unici. La comicità e la leggerezza oggi saranno inevitabilmente sempre venate di turbamenti e ombre, e disposte a negare se stesse in ogni momento.»