Il lago dei cigni – dall’11 al 13 gennaio 2019

Pëtr Il’ič Čajkovskij

BALLETTO DEL TEATRO ASTANA OPERA

Nuova versione coreografica Altynai Asylmuratova da Marius Petipa e Lev Ivanov

Scene, Ezio Frigerio
Costumi,  Franca Squarciapino
Assistente ai costumi, Arassel Dosmuratova
Progettazione, Sergio Metalli
Luci, Virginio Cheli
Direttore d’Orchestra, Arman Urazgaliyev

Odette–Odile, Aigerim Beketayeva/Madina Basbayeva
Siegfried, Olzhas Tarlanov /Yerkin Rakhmatullayev
Von Rothbart, Zhanibek Imankulov / Arman Urazov
Jester, Bakhtiyar Adamzhan / Serik Nakyspekov

Il lago dei cigni non è semplicemente un balletto classico: è il balletto classico per antonomasia. Incompreso al debutto (Teatro Bolshoi, 1877), è diventato, col tempo, l’emblema della danza sulle punte in tutù bianco. Al punto che la donna-cigno, con i suoi movimenti eleganti, flessuosi ed eterei è ormai l’icona stessa della ballerina classica.

Le origini della vicenda risalgono ad antichi racconti popolari russi e tedeschi incentrati sul mito della donna-animale, un genere molto amato nel romanticismo; e l’intreccio è ricco di risvolti psicoanalitici ancora attuali, come il conflitto tra Odette e Odile, il cigno bianco e il cigno nero, due metà della stessa figura “doppia”. Čajkovskij, uomo lacerato, non meno della principessa protagonista, nella musica del Lago mise tutto se stesso, trasfigurando in note i propri tormenti interiori, a cominciare dal famoso Leitmotiv, pieno di pathos, tragico e fatale.

Il Balletto del Teatro Astana Opera, nel proporre Il lago dei cigni al Teatro Carlo Felice, ha scelto la versione di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1895, rivisitata da Altynai Asylmuratova: tra le tante che si sono succedute dall’800 a oggi, quella storicamente più importante, nonché la più durevole.