Adriana Lecouvreur – dal 12 al 16 febbraio 2020

Francesco Cilea

Direttore d’Orchestra,Valerio Galli
Regia, scene e costumi, Ivan Stefanutti

Allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana (As.Li.Co.)
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Francesco Aliberti

Personaggi e interpreti principali

Adriana Lecouvreur,  Barbara Frittoli /da definire
Maurizio di Sassonia,  Marcelo Álvarez /Fabio Armiliato
La principessa di Bouillon,  Judit Kutasi/ Giuseppina Piunti
Michonnet, Devid Cecconi /Alberto Mastromarino
Il principe di Bouillon, Federico Benetti

 

Adriana Lecouvreur fu un’attrice famosa nella Parigi dei primi decenni del Settecento. Furoreggiava sui palcoscenici della capitale interpretando le opere di Racine e Voltaire. La sua bellezza e la sua bravura affascinavano gli uomini. E la leggenda vuole che morì avvelenata dalla sua rivale in amore. Un personaggio nato per diventare letteratura; e infatti Eugène Scribe e Ernest Legouvé ne fecero la protagonista di un dramma teatrale. Che conquistò il verista “gentile” Francesco Cilea: “la varietà dell’azione – disse il compositore  a proposito del soggetto – che potevano offrirmi situazioni nuove ed eleganti, la fusione della commedia e del dramma nella cornice dell’ambiente settecentesco (che conoscevo bene), il passionale amore della protagonista toccarono il mio cuore e accesero la mia fantasia”. La prima assoluta, nel 1902 al Teatro Lirico di Milano (con Enrico Caruso nel cast), ebbe un grande successo.

Ivan Stefanutti, che firma la regia, le scene e i costumi di questo allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana (As.Li.Co.), traspone l’opera dal primo Settecento all’epoca della composizione del titolo: un’ambientazione fin de siècle in cui spicca il divismo di Adriana, che assume le pose tipiche delle grandi attrici di inizio Novecento. Un’Adriana star del cinema muto, insomma, come quelle che cominciavano a imporsi proprio negli anni in cui Cilea lavorò all’opera.  “Adriana – spiega il regista –  è un’attrice che discende dalla stirpe di Sarah Bernhardt. Nel teatro classico stavano per affacciarsi nuovi nomi come Eleonora Duse, Gys Leda, Francesca Bertini e Lyda Borelli. Trovo che Adriana assomigli molto più a queste ‘umili ancelle’ che a quelle effettivamente vissute nel ’700.”