Il barbiere di Siviglia – dal 15 al 21 gennaio 2020

Gioachino Rossini

Direttore d’Orchestra,  Alvise Casellati
Regia, Alfonso Antoniozzi
Scene e costumi, Teatro Carlo Felice
dal progetto originario di Emanuele Luzzati
(Stagione inaugurale 1991/1992)
Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

Personaggi e interpreti principali

Figaro, Alessandro Luongo /Sundet  Baigozhin
Rosina, Annalisa Stroppa /Paola Gardina
Il Conte di Almaviva,  René Barbera/Francesco Marsiglia
Don Bartolo, Paolo Bordogna / Misha Kiria
Basilio,  Giorgio Giuseppini /Gabriele Sagona
Berta, Simona Di Capua                        

Nel 1824 Hegel scriveva: “Ho sentito il Barbiere di Rossini per la seconda volta. Bisogna dire che il mio gusto deve essersi molto depravato, perché trovo questo Figaro molto più attraente di quello di Mozart.” È  la migliore testimonianza sulla capacità del capolavoro rossiniano di arrivare a tutti, anche a uno dei filosofi più seri di tutti i tempi. Il fatto è che il comico di Rossini è un comico del tutto nuovo per l’epoca. Si basa su intuizioni precedenti dell’opera buffa, ma portate così alle estreme conseguenze da suonare come inaudite e dirompenti. Il vecchio personaggio settecentesco del servo intrallazzone, Figaro, con Rossini diventa un uragano che travolge tutto ciò che c’è in scena. Nessuna aria non drammatica aveva mai raggiunto un’apoteosi drammatica (anche se per finta) come il “colpo di cannone” dell’aria della “Calunnia” di Don Basilio, lezione magistrale di “crescendo rossiniano”. E nessuno dei meravigliosi finali d’atto mozartiani si era spinto talmente oltre la ragionevolezza da arrivare alla vera e propria follia musicale e linguistica del “Mi par d’essere con la testa in un’orrida fucina” (Finale Atto I).

La regia della spettacolo è di Alfonso Antoniozzi, baritono espertissimo del repertorio buffo italiano, che rinnova un allestimento cult del Barbiere, quello progettato da Emanuele Luzzati per la Stagione inaugurale 1991/1992 del Teatro Carlo Felice.