Un ballo in maschera – dal 15 al 24 marzo 2020

Giuseppe Verdi

Direttore d’Orchestra, Jordi Bernacer
Regia, Leo Nucci
Scene, Carlo Centolavigna
Costumi, Artemio Cabassi
Luci,  Claudio Schmid
Allestimento Teatro di Piacenza – Teatro Alighieri di Ravenna  – Teatro Comunale di Ferrara

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Francesco Aliberti

Personaggi e interpreti principali

 Amelia, Tatiana Serjan /Monica Zanettin
Riccardo, Stefan Pop /Angelo Villari
Renato,  Ludovic Tézier  /Mansoo Kim /Leo Nucci
Ulrica,  Judit Kutasi /Agostina Smimmero 
Oscar, Anna Maria Sarra /Ksenia Bomarsi

“Il più melodrammatico dei melodrammi”. Così D’Annunzio definisce il Ballo in maschera. E in effetti in quest’opera non manca nulla: “Primitivismo e preziosismo, sensualità, gusto del macabro, splendore e rovina, evanescenze, voluttà sanguinaria, frivolezze e tensione tragica in una ‘tinta fisica’, sensoriale.” (Guastavo Marchesi). E, come se non bastasse, un regicidio in scena, che procurò a Verdi e al suo librettista Antonio Somma grandi problemi con la censura. Opera con momenti memorabili, come l’ardente duetto d’amore tra Amelia e Riccardo, e figure deliziose, come quella del paggio Oscar, soprano di coloratura che simboleggia la frivolezza, Un ballo in maschera è una tappa decisiva nel percorso creativo di Verdi: nasce nel 1859 dopo il vertice della “trilogia popolare” e apre quella fase nuova che porterà ai capolavori della maturità.

Una delle tante originalità dell’opera è l’ambientazione americana, scelta dagli autori per aggirare la censura. Siamo a Boston, alla fine del XVII secolo, nel pieno della rivolta che diede il via all’indipendenza degli Stati Uniti. E proprio sulla ricostruzione accurata di questo clima si basa la regia di Leo Nucci, baritono leggendario e negli ultimi anni regista molto apprezzato, in un allestimento coprodotto dal Teatro di Piacenza, dal Teatro Alighieri di Ravenna e dal Teatro Comunale di Ferrara.

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